Come Funzionano i Riti?

Che cosa ci viene in mente quando pensiamo a un rito? Forse la danza della pioggia praticata nell’antico Egitto e dai Nativi Americani oppure ancora i combattimenti tra galli a Bali tanto cari all'antropologia ? Attenzione però a non fare l’errore di pensare che i riti siano pratiche esotiche, svolte soltanto in terre lontane da popolazioni e culture estremamente differenti dalle nostre. Tutte le culture possiedono i loro riti, tutte le famiglie hanno i loro e persino i singoli individui posso avere rituali unici per compiere determinate azioni. Sono così tanti che risulta essere impossibile quantificarli e classificarli e suddividerli in “più efficaci” o “meno efficaci”, tutti i riti restano validi. Per evitare di cadere in questo tranello allora, è il caso di dare una definizione chiara di cosa possiamo identificare con la parola “rituale”.

I rituali sono tutte quelle azione o comportamenti simbolici e formalizzati che vengono reiterati nel tempo in maniera occasionale o costante, cioè che vengono sempre riproposti nello stesso modo. Questo è ciò che da forza al rito, che lo carica di significato, il fatto che risulta essere sempre uguale a se stesso. Data la loro forte componente simbolica, spesso questi gesti o usi vengono legati a culti religiosi, o magici ma non è sempre detto. Dopotutto anche soffiare sui dadi per propiziarsi un tiro vincente durante una partita a Las Vegas con la speranza che escano due sei è un rituale. Queste pratiche seppur in forme tra loro differenti sono estremamente diffuse, perché, all’interno di contesti sociali, creano sicurezza, mettono ordine all’interno di un gruppo creando una connessione tra gli individui e un senso di appartenenza al gruppo (tutti alzano il braccio destro al tramonto, se lo faccio anche io facciamo tutti parte di un gruppo/comunità). Allo stesso tempo però possono essere uno strumento di rottura, di evasione dagli schemi, una sorta di lasciapassare per potersi liberare (seppur per poco tempo) da vincoli sociali, come per esempio potersi disperare, piangere e urlare durante un funerale (considerato invece fuori luogo in altri contesti) o lasciare che i bambini possano girare di notte e accettare caramelle da sconosciuti durante la festa di Halloween.



Nonostante i rituali traggano la loro forza nel reiterare lo stesso gesto o un comportamento è anche doveroso ammettere però che tali gesti possano variare nel corso degli anni, sia in modo impercettibile che in maniera più consistente. Questo è possibile per un motivo ben preciso che abbiamo già accennato in precedenza, ovvero le azioni e i comportamenti che costituiscono un rituale sono carichi di significato simbolico; ad esempio l’ostia che si mangia durante la comunione non è una cialda di pane azzimo, ma il corpo di Cristo. Questo fa sì che un oggetto o un gesto specifico durante un rituale possano essere sostituiti nel tempo perché ciò che conta in questi casi non è l’oggetto o il gesto in sé ma il simbolo che ci sta dietro. Inoltre non dobbiamo dimenticare che queste pratiche spesso vengono tramandate attraverso una tradizione orale, di conseguenza molto più liquida che da la possibilità a nuovi detrattori di reinventare l’atto (non per forza) mantenendone però il significato.

Un altro aspetto interessante che dobbiamo prendere in esame quando parliamo di rituali è il “pagamento”: perché spesso avviene sotto forma di baratto? Perché alla strega di quartiere (figura tra l’altro anche molto presente anche in Italia, soprattutto al sud e nelle isole) da cui ci facciamo togliere il malocchio la ricambiamo con un'offerta libera che può essere letteralmente qualsiasi cosa? Anche in questo caso la risposta la possiamo già trovare in quello che abbiamo detto in precedenza. Quando si pensa a pratiche simili si può immaginare un rituale magico per esempio, che inizia e finisce nel momento in cui la formula magica viene pronunciata, ma queste pratiche sono molto più complesse di così. Spesso infatti è richiesto un luogo specifico in cui tale gesto deve essere fatto, magari anche un abito cerimoniale, un orario preciso in cui si deve eseguire il tutto. Tutti questi aspetti infatti sono parte integrante del rituale (in certi casi di più, in altri meno ovviamente) così come il “pagamento”. Anche lui infatti contiene al suo interno una forte carica simbolica, non è semplicemente una mera transazione economica, ma un tributo, un ringraziamento, uno scambio di energie, una restituzione. Certo, è possibile che i rituali termino anche con uno scambio in denaro e rimanere comunque validi perché ciò che conta è quello che sta dietro.


Ovviamente questo discorso deve essere trattato con estrema cautela proprio perché, come accennato, i rituali sono indefinibili per natura, troppi, e tutti differenti anche qualora ad un sguardo superficiale possano apparire interscambiabili; gesti simili , infatti, possono essere usati con significati completamente differenti. Quello che noi possiamo fare è quindi cercare di capire il perché i rituali vengano creati e con quale scopo. Abbiamo detto che i rituali si trovano ovunque, in grandi e piccole città, vicine e lontane da noi, è nostro compito quindi saperli riconoscere e, in caso, preservarli per evitare che siano persi per sempre.

Buon Halloween!


28 visualizzazioni

Copyright 2020

Creato il 27/08/2015

Clicca qui per i Limiti di utilizzo