Etnocentrismo, e tu chi sei?










Questo articolo affronta con simpatia il tema dell’etnocentrismo. Cosa significa etnocentrismo? Come si può spiegare con chiarezza e semplicità di modo che sia comprensibile a tutti? Per farlo Chiara parla della sua esperienza in un centro di accoglienza, dei suoi pregiudizi e della pizza all’ananas.


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Il testo seguente è un testo informale creato per parlare di etnocentrismo nelle scuole. E’ un testo simpatico, con un tono allegro che spero possa servire come strumento pedagogico nelle scuole.



Etnocentrismo, e tu chi sei?


Ma che cos'è il riso basmati? La pasta è l'unico vero piatto! Il curry? No no solo basilico dell'orto della nonna. Chapati? No grazie, solo il pane pugliese è pane!


Alt Alt allarme etnocentrismo! Ma facciamo un altro esempio per capire meglio...


Quando lavoravo come operatrice in un centro di accoglienza, uno dei miei compiti era accompagnare i richiedenti e le richiedenti asilo in questura per formalizzare la domanda di asilo politico, e spesso si riproduceva la seguente dinamica. Al "potresti dirmi la tua data di nascita?", molti dei ragazzi e delle ragazze accompagnat* non avevano risposta. "Non lo so", "per me non è così importante", "non ci si ricorda il giorno di nascita nel mio paese" erano tra le risposte che spesso generavano risate e grandi incomprensioni, accompagnate da frasi del tipo: "mi stai prendendo in giro? Come è possibile che tu non sappia il giorno in cui sei nat*?". Così molti dei ragazzi e delle ragazze accompagnat* successivamente iniziarono a dire di essere nati il primo gennaio e fu così che il primo gennaio diventò il compleanno di tutti e tutte in quel centro.


Che cosa è successo in questura? Perché le risposte dei ragazzi e delle ragazze hanno scatenato risate e nervosismo?


Perché chi ha ascoltato quelle risposte ha usato le proprie coordinate culturali per giudicarle, ha guardato quindi all'accaduto attraverso la lente dell'etnocentrismo.


Che cos'è L'ETNOCENTRISMO?


Il concetto di Etnocentrismo è stato creato dal sociologo William Graham Sumner il quale spiegò che l'etnocentrismo è una concezione per la quale il proprio gruppo di appartenenza socio-culturale, chiamato tecnicamente in-group, è considerato il centro di ogni cosa, e tutti gli altri gruppi, chiamati outgroups sono valutati e classificati in rapporto ad esso. Questo concetto tradotto in frase potrebbe suonare così: "la mia cultura è l'unica corretta!"


Negli atteggiamenti etnocentrici, il proprio gruppo etnico e la propria cultura, sono messi al centro e sono percepiti come la lente attraverso la quale giudicare gli outgroups, gli altri, le altre culture. Se agiamo con etnocentrismo, giudichiamo gli atteggiamenti degli altri usando le nostre coordinate culturali, il nostro modo di pensare e concepire la realtà, e il nostro linguaggio. Vi sembra un ragionamento troppo astratto? Vi provo a fare un altro esempio.


Nel 2012 sono stata per un periodo a Sololo, nel nord del Kenya. Avevo 18 anni appena compiuti e sognavo di viaggiare e scoprire il mondo. I bambini e le bambine tra le strade nel villaggio dove ero ospite, passavano moltissimo tempo da sol*, giocavano senza genitori attorno, e uno dei pensieri etnocentrici che mi passò per la testa fu: "certo che qui ai genitori non importa molto dei figli". ALT! ALT! Avvistato approccio etnocentrico! Ora provo a riassumere il perché. 1. Sto usando l'idea di famiglia presente nel mio contesto socio-culturale. 2. Non conosco le dinamiche sociali del posto in cui mi trovo. Prima di giudicare, dovrei chiederle e conoscerle 3. Non ho chiesto alle persone la loro idea di famiglia, affetto e cura. 4. Non posso giudicare un nuovo contesto socio-culturale in cui mi trovo usando le mie coordinate culturali perché non sono universali, non sono le uniche che esistono. Chiedendo ai Borana, il gruppo etnico prevalente nel villaggio, ho scoperto che a Sololo l'idea di famiglia è molto ampia e non è solo composta da genitori e figl* ma dall'intero villaggio. Tutt* erano famiglia mentre i bambini e le bambine correvano per le strade. In Italia la famiglia non è il villaggio, è un ambiente ristretto, intimo, ma questa idea non è universale. Il mondo infatti è fatto di famiglie diverse.


E tornando alla questura? Chi ha ascoltato le risposte dei migranti ha usato la propria cultura per giudicare un evento, senza contestualizzare la risposta. È stato dato per scontato che il conoscere la data di nascita sia importante e essenziale per tutt* nel mondo, senza domandare o riflettere sull'idea di nascita e identità in altri contesti. E come si fa a non essere etnocentrici o etnocentriche? Abbracciando e attuando il RELATIVISMO CULTURALE.


E tornando alla pasta e al basmati? Credere che la nostra cultura culinaria sia l'unica giusta e l'unico termine di paragone da usare può essere un pensiero etnocentrico. Riconoscere la diversità, valorizzarla senza escludere... Non lo è! E la pizza con l'ananas? Beh, uff, questa si che è una domanda difficile...


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