Following @nthropology

18/2/2021

È vero che l’antropologia può dire qualcosa anche attraverso i social? Tradizionalmente l'antropologia viene associata con lo studio di popolazioni e culture lontane, suggerendo implicitamente che la bravura di chi fa antropologia si misuri in miglia aeree. Sebbene l’antropologia si occupi anche di questo, può aprire il suo sguardo anche verso la nostra contemporaneità. L'obiettivo di questo incontro è dimostrare come questa disciplina non sia un cimelio di un'epoca passata, bensì una scienza in grado di evolversi ed adattarsi alle necessità dei tempi. Infatti, essa offre strumenti di analisi validi che gli permettono di approcciarsi a problemi estremamente attuali, anche tramite mezzi di comunicazione moderni tra i quali podcast, blog, social media e siti internet.

 

Per dipanare le svariate dinamiche che caratterizzano il lavoro di chi ha scelto di fare antropologia sui social abbiamo invitato: Francesco Ferreri, creatore del primo podcast di antropologia in lingua italiana “Antropoché?”, Carolina Boldoni dottorata in antropologia culturale e che su Instagram racconta questa disciplina e tanto altro col nome di @Carol.oide e Giulia Zollino, antropologa educatrice sessuale, operatrice di strada e autrice del libro "Sex Work is Work". Grazie a loro scopriremo i dietro le quinte della divulgazione digitale. Le difficoltà intrinseche nell'approcciarsi ad un universo social - spesso considerato controverso in quanto visto come la personificazione di una società superficiale e massificata - con l’intento di diffondere le conoscenze che l’antropologia porta con sé in tutte le loro sfumature e complessità.

 

La bellezza di questo evento risiede nel potersi confrontare con persone che per vocazione hanno scelto di utilizzare i loro strumenti per creare un ponte tra una narrazione tradizionalmente accademica e il popolo di internet.

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